CESAR

alias Cesar Baldaccini

Per comprendere l’opera di questo “rivoluzionario” artista basta leggere una sua frase: “il marmo di Carrara era troppo costoso, la vecchia spazzatura era ovunque. Sono diventato uno scultore perchè ero povero”. Egli infrange la vecchia immagine dello scultore, egli non modella o scolpisce,  ma ingrandisce, comprime ed espande tutto ciò che a suo insindacabile giudizio merita di essere preso in considerazione. Sono oggetti che ci appartengono e che per lo più hanno perso la loro funzione originaria, ma sotto le sue mani essi acquisiscono un valore iconico. Sono la prova manifesta del rifiuto assoluto dell’artista a lasciarsi rinchiudere in un genere convenzionale.

Cesar è un artista non solo rivoluzionario ma soprattutto ribelle, ecco cosa egli dice di se stesso: “quando si vede il mio lavoro, ci si rende conto che è puramente fisico, istintivo, ma vi è anche un uomo dietro, con un cervello. Poiché il mio cervello comunica con tutto il resto. E’ il tatto che mette tutta la meccanica dello scultore in movimento: è la materia che guida lo sviluppo dell’immaginazione. A me, una ragazza non mi eccita se non le tocco il posteriore, se non tocco, non succede nulla”. Allo stesso modo se non si accarezzano le sue espansioni, se non si rabbrividisce di fronte alle sue compressioni, se non si rimane stupiti dalle sue forme gigantesche non si può apprezzare fino in fondo il messaggio che lui ci ha tramandato. L’Arte in fin dei conti deve colpire, deve suscitare interesse, deve incoriusire e soprattutto deve scuotere le coscienze.

Se Cesar  presenta alla Fiera di Basilea del 1996 cinque blocchi monumentali di Compressioni di carta: 960 tonnellate corrispondenti a “un mese di lettura degli abitanti di Basilea”, lo fa solo per far capire l’importanza e nel contempo il valore effimero della cultura: tutto diventa massa informe.

Biografia sintetica

Nasce a Marsiglia nel 1921- muore a Parigi nel 1998

Figlio di una famiglia di emigranti toscani, studia Belle Arte prima a Marsiglia e poi a Parigi. Inizia fin da subito a saldare pezzi di ferro. La sua prima mostra alla Galleria parigina Lucien Durand risale al 1954. Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia, poi a quella di San Paolo e alla 2° Documenta. Nel 1961 si unisce al movimento dei “Nuovi Realisti” guidati da Pierre Restany. E’ il periodo nel quale inizia a sperimentare prima lo schiacciamento di vecchie automobili e poi di altri ogggetti di uso comune. Nel 1965 si preoccupa di espandere materiali plastici. Negli ultimi anni si dedica alla fusione di piccole sculture e di gioielli. Sue opere sono nei più famosi musei del mondo  ed il valore delle sue opere è in costante crescita

CESAR

alias Cesar Baldaccini

Per comprendere l’opera di questo “rivoluzionario” artista basta leggere una sua frase: “il marmo di Carrara era troppo costoso, la vecchia spazzatura era ovunque. Sono diventato uno scultore perchè ero povero”. Egli infrange la vecchia immagine dello scultore, egli non modella o scolpisce,  ma ingrandisce, comprime ed espande tutto ciò che a suo insindacabile giudizio merita di essere preso in considerazione. Sono oggetti che ci appartengono e che per lo più hanno perso la loro funzione originaria, ma sotto le sue mani essi acquisiscono un valore iconico. Sono la prova manifesta del rifiuto assoluto dell’artista a lasciarsi rinchiudere in un genere convenzionale.

Cesar è un artista non solo rivoluzionario ma soprattutto ribelle, ecco cosa egli dice di se stesso: “quando si vede il mio lavoro, ci si rende conto che è puramente fisico, istintivo, ma vi è anche un uomo dietro, con un cervello. Poiché il mio cervello comunica con tutto il resto. E’ il tatto che mette tutta la meccanica dello scultore in movimento: è la materia che guida lo sviluppo dell’immaginazione. A me, una ragazza non mi eccita se non le tocco il posteriore, se non tocco, non succede nulla”. Allo stesso modo se non si accarezzano le sue espansioni, se non si rabbrividisce di fronte alle sue compressioni, se non si rimane stupiti dalle sue forme gigantesche non si può apprezzare fino in fondo il messaggio che lui ci ha tramandato. L’Arte in fin dei conti deve colpire, deve suscitare interesse, deve incoriusire e soprattutto deve scuotere le coscienze.

Se Cesar  presenta alla Fiera di Basilea del 1996 cinque blocchi monumentali di Compressioni di carta: 960 tonnellate corrispondenti a “un mese di lettura degli abitanti di Basilea”, lo fa solo per far capire l’importanza e nel contempo il valore effimero della cultura: tutto diventa massa informe.

Biografia sintetica

Nasce a Marsiglia nel 1921- muore a Parigi nel 1998

Figlio di una famiglia di emigranti toscani, studia Belle Arte prima a Marsiglia e poi a Parigi. Inizia fin da subito a saldare pezzi di ferro. La sua prima mostra alla Galleria parigina Lucien Durand risale al 1954. Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia, poi a quella di San Paolo e alla 2° Documenta. Nel 1961 si unisce al movimento dei “Nuovi Realisti” guidati da Pierre Restany. E’ il periodo nel quale inizia a sperimentare prima lo schiacciamento di vecchie automobili e poi di altri ogggetti di uso comune. Nel 1965 si preoccupa di espandere materiali plastici. Negli ultimi anni si dedica alla fusione di piccole sculture e di gioielli. Sue opere sono nei più famosi musei del mondo  ed il valore delle sue opere è in costante crescita

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