LODOLA Marco

Marco Lodola, artista poliedrico ma attento al complesso mondo della pubblicità, crea non solo opere di indubbia originalità e che hanno il merito di essere facilmente riconoscibili ma crea anche scenografie per lo sport, vedi Olimpiadi Invernali di Torino, per la moda, vedi sfilata dello stilista Vivienne Westwood, per la musica, vedi la facciata del teatro Ariston di Sanremo in occasione del Festival della canzone.

Il suo impegno artistico si caratterizza non solo per la sua spinta figurale e per l’uso di tecnologie avanzate ma anche per il recupero di precisi riferimenti stilistici, con citazioni che vanno dal Futurismo alla Pop Art, dal minimalismo al concettualismo. Marco Lodola, infatti, con le sue sagome di plexiglas, con le sue donnine al neon, con i suoi oggetti multicolori e con le sue riprese pubblicitarie rielabora, non senza una velata ma precisa ironia, tutto il linguaggio espressivo che ha caratterizzato la storia artistica dei nostri ultimi 50 anni.

Le opere di Lodola incontrano il gusto popolare proprio perchè usano un linguaggio accessibile a tutti, un linguaggio che ci porta inconsapevolmente a riflettere sui miti e sui luoghi comuni che ci accompagnano ovunque, in viaggio, per strada, nei media, riviste, televisione e cinema, nessuno escluso. Un giorno futuro, se volessimo rivedere quelli che sono stati gli aspetti ed anche i valori che più hanno caratterizzato la nostra epoca, sarà sufficiente prendere in viesione le opere di questo artista, di questo “cronista” del suo tempo.

Biografia sintetica

Nasce a Dorno, PV, nel 1955

Frequenta l’Accademia di Belle Arte a Firenze prima e a Milano poi aderisce al Nuovo Futurismo con Barilli. Partecipa a 2 edizioni della Biennale di Venezia. Risulta protagonista in molteplici esposizioni in varie parti del mondo (Cina, Singapore, Stati Uniti ecc). Sue opere sono presenti in numerosi musei.  Molto attivo nel mondo dello spettacolo e soprattutto in quello della musica.

LODOLA Marco

Marco Lodola, artista poliedrico ma attento al complesso mondo della pubblicità, crea non solo opere di indubbia originalità e che hanno il merito di essere facilmente riconoscibili ma crea anche scenografie per lo sport, vedi Olimpiadi Invernali di Torino, per la moda, vedi sfilata dello stilista Vivienne Westwood, per la musica, vedi la facciata del teatro Ariston di Sanremo in occasione del Festival della canzone.

Il suo impegno artistico si caratterizza non solo per la sua spinta figurale e per l’uso di tecnologie avanzate ma anche per il recupero di precisi riferimenti stilistici, con citazioni che vanno dal Futurismo alla Pop Art, dal minimalismo al concettualismo. Marco Lodola, infatti, con le sue sagome di plexiglas, con le sue donnine al neon, con i suoi oggetti multicolori e con le sue riprese pubblicitarie rielabora, non senza una velata ma precisa ironia, tutto il linguaggio espressivo che ha caratterizzato la storia artistica dei nostri ultimi 50 anni.

Le opere di Lodola incontrano il gusto popolare proprio perchè usano un linguaggio accessibile a tutti, un linguaggio che ci porta inconsapevolmente a riflettere sui miti e sui luoghi comuni che ci accompagnano ovunque, in viaggio, per strada, nei media, riviste, televisione e cinema, nessuno escluso. Un giorno futuro, se volessimo rivedere quelli che sono stati gli aspetti ed anche i valori che più hanno caratterizzato la nostra epoca, sarà sufficiente prendere in viesione le opere di questo artista, di questo “cronista” del suo tempo.

Biografia sintetica

Nasce a Dorno, PV, nel 1955

Frequenta l’Accademia di Belle Arte a Firenze prima e a Milano poi aderisce al Nuovo Futurismo con Barilli. Partecipa a 2 edizioni della Biennale di Venezia. Risulta protagonista in molteplici esposizioni in varie parti del mondo (Cina, Singapore, Stati Uniti ecc). Sue opere sono presenti in numerosi musei.  Molto attivo nel mondo dello spettacolo e soprattutto in quello della musica.

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