AUBERTIN Bernard

Una delle prime e più importanti scoperte dell’uomo è stato il fuoco, da allora l’uso che se ne è fatto è stato vastissimo, tanto da diventare un elemento indispensabile a qualsiasi livello del nostro vivere. Aubertin è perfettamente consapevole dell’importanza del fuoco ma, come artista, vede la realtà con occhi diversi per lui il fuoco possiede anche altri poteri può essere rivoluzionario e mediatico.

Le problematiche e gli interrogativi sociali sollevati dal consumismo hanno da sempre unteressato il mondo dell’arte, basti solo ricordare il movimento della Pop Art e l’influenza che esso ha avuto nella produzione artistica successiva. La per Aubertin la scelta di bruciare degli oggetti non vuole essere una contestazione all’imperante consumismo ma esprime la volontà di rimarcare come la creatività  si possa esprimere anche attraverso l’eliminazione del presente per guardare verso il futuro. Per lui l’artista non è solo quello che crea ma anche quello che cancella il vecchio per fare posto al nuovo.

E’ principalmente per questo motivo che Aubertin non entra a far parte del Gruppo dei Nouveau Realisme, nonostante la frequentazione di quella cerchia, nonosatente la sua amicizia con Yves Klein e la conoscenza diretta di Pierre Restany con il quale però non ha mai legato. E’ da considerare anche che per i componenti del Nouveau Realisme l’oggetto qualsiasi, di uso comune, aveva lo stesso valore di un oggetto prezioso e che essi nel rappresentarlo erano molto attenti, a differenza di Aubertin, del risultato estetico formale e cromatico dell’oggetto recuperato. La sua attività espositiva inizia, quindi, dopo l’adesione al gruppo Zero, il quale concettualmente si proponeva di azzerare tutti i preconcetti e le strutture accademiche precedenti lasciando all’opera la possibilità di svilupparsi.

Aubertin ha bruciato di tutto: fiammiferi, automobili, pianoforti, libri d’arte, jeans ecc. ma egli non brucia totalmente l’oggetto, lascia sempre una parte identificativa intatta a futura memoria dell’oggetto stesso e dell’evento che lo ha interessato: il fuoco diventa così propiziatorio e

rigeneratore e non viene per niente identificato come forza distruttiva ma lascia all’opera la possibilità di dire, di comunicare le onde della sua combustione, i colori della sua sua nuova forma e l’odore di un’evoluzione.

Il fuoco diventa il nuovo demiurgo, in linea con la filosofia di Eraclito il quale individuava nel fuoco l’Archè generatore del mondo.

Biografia sintetica

Nasce a Fontenay-aux-Roses, in Francia nel 1934- muore a Reutlingen, in Germania, nel 2015.

Nel 1951 frequenta la Scuola d’Arte Decorativa. Nel 1957 conosce Yves Klein che lo influenzerà in maniera decisiva. Fa la prima mostra a Parigi nel 1960 e da allora innumerevoli saranno le sue partecipazioni a mostre personali e collettive sia in Europa e sia in America. Nel 1961 aderisce al Gruppo Zero ed inizia i primi  “tableaux feu”, quadri bruciati, poi arriveranno i “tableaux clous” , realizzati con i chiodi, i “tableaux fils de fer”, fatti con il filo di ferro e i “dessin de feu” , disegni di fuoco. Sino ad arrivare al 1988 quando inizia a bruciare pianoforti, automobili, motociclette ed altri oggetti di uso comune. Sue opere si trovano nei Musei più importanti e nelle collezioni più prestigiose.

AUBERTIN Bernard

Una delle prime e più importanti scoperte dell’uomo è stato il fuoco, da allora l’uso che se ne è fatto è stato vastissimo, tanto da diventare un elemento indispensabile a qualsiasi livello del nostro vivere. Aubertin è perfettamente consapevole dell’importanza del fuoco ma, come artista, vede la realtà con occhi diversi per lui il fuoco possiede anche altri poteri può essere rivoluzionario e mediatico.

Le problematiche e gli interrogativi sociali sollevati dal consumismo hanno da sempre unteressato il mondo dell’arte, basti solo ricordare il movimento della Pop Art e l’influenza che esso ha avuto nella produzione artistica successiva. La per Aubertin la scelta di bruciare degli oggetti non vuole essere una contestazione all’imperante consumismo ma esprime la volontà di rimarcare come la creatività  si possa esprimere anche attraverso l’eliminazione del presente per guardare verso il futuro. Per lui l’artista non è solo quello che crea ma anche quello che cancella il vecchio per fare posto al nuovo.

E’ principalmente per questo motivo che Aubertin non entra a far parte del Gruppo dei Nouveau Realisme, nonostante la frequentazione di quella cerchia, nonosatente la sua amicizia con Yves Klein e la conoscenza diretta di Pierre Restany con il quale però non ha mai legato. E’ da considerare anche che per i componenti del Nouveau Realisme l’oggetto qualsiasi, di uso comune, aveva lo stesso valore di un oggetto prezioso e che essi nel rappresentarlo erano molto attenti, a differenza di Aubertin, del risultato estetico formale e cromatico dell’oggetto recuperato. La sua attività espositiva inizia, quindi, dopo l’adesione al gruppo Zero, il quale concettualmente si proponeva di azzerare tutti i preconcetti e le strutture accademiche precedenti lasciando all’opera la possibilità di svilupparsi.

Aubertin ha bruciato di tutto: fiammiferi, automobili, pianoforti, libri d’arte, jeans ecc. ma egli non brucia totalmente l’oggetto, lascia sempre una parte identificativa intatta a futura memoria dell’oggetto stesso e dell’evento che lo ha interessato: il fuoco diventa così propiziatorio e

rigeneratore e non viene per niente identificato come forza distruttiva ma lascia all’opera la possibilità di dire, di comunicare le onde della sua combustione, i colori della sua sua nuova forma e l’odore di un’evoluzione.

Il fuoco diventa il nuovo demiurgo, in linea con la filosofia di Eraclito il quale individuava nel fuoco l’Archè generatore del mondo.

Biografia sintetica

Nasce a Fontenay-aux-Roses, in Francia nel 1934- muore a Reutlingen, in Germania, nel 2015.

Nel 1951 frequenta la Scuola d’Arte Decorativa. Nel 1957 conosce Yves Klein che lo influenzerà in maniera decisiva. Fa la prima mostra a Parigi nel 1960 e da allora innumerevoli saranno le sue partecipazioni a mostre personali e collettive sia in Europa e sia in America. Nel 1961 aderisce al Gruppo Zero ed inizia i primi  “tableaux feu”, quadri bruciati, poi arriveranno i “tableaux clous” , realizzati con i chiodi, i “tableaux fils de fer”, fatti con il filo di ferro e i “dessin de feu” , disegni di fuoco. Sino ad arrivare al 1988 quando inizia a bruciare pianoforti, automobili, motociclette ed altri oggetti di uso comune. Sue opere si trovano nei Musei più importanti e nelle collezioni più prestigiose.

Chiudi il menu